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Torre Bianca, o «Mazzone», o «Scollato»
sabato 4 agosto 2007
A circa 500 metri da Torre Faro, insabbiata sul litorale, ancora si erge nonostante tutto la «Torre Bianca», o «Mazzone», o «Scollato»: di forma tronco-conica, alquanto tozza per l’interramento che ha subito negli anni, il piano terra adesso è diventato sotterraneo.
La torre che ha dato il nome alla località in cui sorge era utilizzata, anticamente, anche quale base d’appoggio intermedia per il trasporto dei viveri. Nel volume: «Governo generale di sanità e istruzioni del Lazzaretto della città di Messina», stampato a Palermo nel 1749, fra le disposizioni contenute, infatti, si legge: «Intorno alla provigione di Messina... il pane e altre provvisioni si mandino... da Milazzo nella Torre del Mazzone nel mezzo dellii Mortilli e del Faro». E ancora: «Una o due (feluche) servano per portar li viveri da Milazzo alla Torre del Mazzone, e scaricarli sulla palizzata».
«Questa Torre Bianca - ci dice Andrea Bambaci, che quattro anni fa l’ha riscoperta - è simile nella forma e nella composizione architettonica a quella esistente sul lungomare di Ganzirri. Adibita in seguito a stazione telegrafica, presenta interessanti soluzioni strutturali quali l’imponente pilastro centrale che sostiene il piano intermedio e la volta di copertura e la scala per il terrazzo, che si sviluppa a curva ricavata nello spessore murario. Ma, il fatto più eclatante, è rappresentato da una botola a pavimento attraverso la quale s’intravedono tracce di una più antica costruzione». ’